Istat. L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere. Anno 2024
L’Istat pubblica il report e le tavole di dati sull’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, riferiti all’anno 2024.
Negli ultimi 40 anni si conferma una progressiva riduzione dell’uso esclusivo o prevalente del dialetto in ambito familiare: se nel 1997 lo parlava circa una persona su tre, nel 2024 la quota scende a una persona su dieci. Parallelamente cresce l’uso prevalente dell’italiano: nel 2024 quasi una persona su due (48,4%) parla solo o prevalentemente italiano in tutti i contesti relazionali, in aumento rispetto al 40,6% del 2015.
L’uso dell’italiano risulta più diffuso nel Nord-ovest e nel Centro. In ambito familiare, parla quasi esclusivamente italiano il 68,8% delle persone residenti nel Nord-ovest e il 64,8% di quelle del Centro, a fronte del 39,1% nel Sud e del 39,9% nelle Isole. Le quote più elevate di uso prevalente dell’italiano si registrano in Toscana (75,6%) e Liguria (75,5%), mentre i valori più bassi si osservano in Calabria (31,1%) e Trentino-Alto Adige (31,5%). Anche nei rapporti con gli estranei emergono forti differenze territoriali: l’uso dell’italiano raggiunge il 91,1% nel Nord-ovest e l’87,4% nel Centro, mentre non raggiunge il 79% nelle altre ripartizioni.
Il dialetto rimane comunque vitale in alcune aree del Paese. Nel Nord-est si registrano valori elevati Veneto (55,3%) e nella provincia di Trento (54,5%); nel Mezzogiorno l’uso del dialetto è particolarmente diffuso in Calabria (64%), Sicilia (61,5%) e Campania (61%). Nel Centro, solo le Marche presentano un ricorso al dialetto superiore alla media nazionale (49,9% a fronte del 38%).
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Pubblicato il 27 gennaio 2026